SPORT, RECUPERO E SISTEMA AUTONOMO

Il Nostro organismo è regolato da un sistema involontario, definito autonomo, che ha il compito di gestire le funzioni fondamentali del corpo umano al fine di mantenere un equilibrio, che viene definito omeostasi.
Qualsiasi stimolo, proveniente dall'ambiente esterno, può "distruggere" questo equilibrio. Compito del sistema nervoso autonomo, è quello di ripristinarlo, per permetterci la sopravvivenza. 
Definendo un ambito, ovvero quello dello sport e se vogliamo del benessere, ci ritroviamo ad argomentare con gli stessi principi di cui sopra.

Il concetto ripetuto più volte negli articoli precedenti è di una semplicità disarmante, ovvero, allenati, recupera, allenati, recupera...gareggia, performa, ripeti.
Il ciclo è semplice (vi rimando a questo articolo sulle gerarchie funzionali, per approfondire l'argomento).

Purtroppo per Noi non possiamo fuggire da questi concetti o diventano Nostri amici, oppure siamo destinati ad intraprendere strade tortuose e dove l'infortunio o una scarsa prestazione, ci aspettano dietro l'angolo!

Quando ci alleniamo numerosi sistemi vanno in "tilt" e necessitano di recuperare, per esempio i muscoli, che spesso sono rigidi e dolenti, il sistema cardiaco, gli organi interni deputati a gestire gli aspetti metabolici (reni, fegato, pancreas), il sistema linfatico che deve trasportare scorie e tossine, l'apparto respiratorio, questo per elencarne alcuni.

Accade spesso che ci alleniamo o gareggiamo senza aver pienamente recuperato, in una condizione di limbo, dove il sistema autonomo, quello che regola tutto, è ancora alle prese con i lavori di "ristrutturazione", questo può essere un bel problema, poichè in questa fase accediamo a delle risorse ulteriori, che determineranno un rallentamento di numerosi processi.

Compito di ogni preparatore o allenatore è conoscere questi concetti, applicarli e dare i corretti consigli o suggerimenti, per ottimizzare il ritorno all'omeostasi.

Quando ci alleniamo il Nostro organismo, passa da una fase di quiete, ad una di attivazione.

Il concetto è quello di spostarsi da una fase di "Fight or Flight" (lotta/fuga), dove il sistema si "mobilizza", ad una di quiete, definita da Stephen Porges come "Social Engagement".
Le attivazioni che perdurano nel tempo, sono vissute dal Nostro organismo, come "un pericolo per la vita" e quindi attuerà delle strategia protettive per preservare energia, come rallentamento metabolico, inibizione dell'attività degli organi interni e del sistema immunitario ed ormonale (FREEZE), con conseguenze anche psicologiche. 

Insomma, si attiva l'interruttore "OFF". Il cartello "SIAMO CHIUSI", capeggia su tutto.

In breve, l'allenamento può causare un "tilt" del sistema, che si paralizza, per evitare ulteriori danni.
Tenete ben in mente, che tutto questo è fuori dalla Nostra volontà. Chi vuole, a tutti i costi, proporre soluzioni con ulteriori stimoli allenanti, non ha capito appieno questi concetti di base.

Immaginate cosa potrebbe accadere se questa condizione venisse protratta nel tempo.

La prevenzione e la possibilità di infortunio, l'incapacità di essere prestativi, dipendono da quanto detto finora, ricordatelo la prossima volta che vi allenate!












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