martedì 31 maggio 2016

Benessere: La Vaniglia...

Dalla pagina Facebook della Dott.ssa Loredana Abbate:



Buongiorno!

Una lettrice mi chiede in posta qualche informazione sulla vaniglia: vuole sapere in particolare se sia migliore quella artificiale o quella naturale e se si può utilizzare in dieta. Ho pensato di riportarvi le mie risposte, ma prima di tutto un po' di notizie.
La vaniglia è una varietà di orchidea originaria del Messico. Il suo frutto, denominato baccello, produce l'omonima spezia.

La sua coltivazione avviene principalmente in America centrale, ma anche in Africa e nel sudest asiatico. La coltivazione non è però agevole, visto che l'impollinazione avviene ancora a mano fiore per fiore, secondo un sistema inventato da un ingegnoso schiavo di 12 anni (Edmond Albius) nel 1841. La produzione industriale è infinitamente più conveniente di quella agricola, per cui la vaniglia in baccello è praticamente un prodotto di nicchia.

Infatti la vaniglia che utilizziamo in genere (quella in bustine o l'aroma liquido) nulla ha a che fare con i baccelli. E' un prodotto di sintesi estratto a partire dai chiodi di garofano o addirittura dagli scarti della lavorazione dalla cellulosa.
Ma quindi quella in bustina fa male? vi chiederete. La risposta è ...no, perché la formula chimica è ASSOLUTAMENTE IDENTICA a quella della vaniglia naturale.

Per venire alle domande della lettrice possiamo dire che:

- Non esiste una vera differenza tra l'aroma in bustina (o liquido) e quello estratto dal baccello. La differenza è esclusivamente nel sapore: quello della vaniglia in baccello è più complesso e comprende anche altre sfumature, mentre quello chimico è più "piatto". Sappiate però che sono estremamente difficili da distinguere: diverse prove "in cieco" hanno dimostrato che persino esperti assaggiatori non sanno riconoscere quella naturale da quella artificiale.

- Può tranquillamente essere utilizzata in una dieta bilanciata in quanto in sé non aggiunge e non toglie nulla. Ovviamente a meno che non utilizziate quella zuccherata :)

Buona giornata :)

sabato 28 maggio 2016

Detossificazione: metodi pratici

Durante il periodo di regolazione alimentare, detossificazione, integrazione e quanto pianificato, è una buona idea seguire delle indicazioni utili per massimizzare l'eliminazione delle tossine presenti nel Nostro organismo.
Al di là degli integratori specifici, i drenanti naturali classici (chiedere consiglio in erboristeria o al farmacista) possono essere un mezzo utile per mobilizzare l'acqua del Nostro corpo, il tutto accompagnato da un corretto introito di acqua e liquidi durante la giornata.

Il linfodrenaggio manuale, la riflessologia plantare e la manualità viscerale, sono modi semplici e sicuri, che possono dare un effetto estremamente potente, sul drenaggio di liquidi, ritorno venoso, ottimizzazione della circolazione in generale e mobilizzazione di tossine.
In caso di patologie, fate sempre riferimento al Vostro medico, per un consiglio sull'appropriatezza di certe metodiche rispetto ad una condizione specifica. 

L'aerobica, sotto forma di camminata veloce fino a 60 minuti, più volte durante la settimana, con un cardiofrequenzimetro, è un modo semplice ed economico per "muovere" sangue, linfa ed espellere tossine attraverso sudore e respirazione.

La sauna, è un ottimo mezzo per espellere tossine, è una pratica che richiede gradualità ed attenzione.
Anche in questo caso, il parere del Vostro medico è indicato, nel caso di patologie specifiche.

L'utilizzo del caffè molto lungo, diluito in acqua, una tazza al mattino, senza zucchero, può essere un aiuto per stimolare la peristalsi e depurarsi da alcune tossine.

In ultimo, l'idrocolon terapia, effettuata solo ed esclusivamente da e sotto controllo medico, è un sistema che può accelerare i processi di pulizia e detossificazione.

Domande e....

Quelle che seguono sono alcune delle domande che ci vengono poste dai Nostri Clienti, per quanto concerne gli aspetti nutrizionali e di detossificazione.

Quando elimino un prodotto dalla mia alimentazione, per quanto tempo devo farlo? 
Generalmente sono necessari 20 giorni, in alcuni casi fino a 3 mesi, in altri casi, rari, per sempre.

Quanto dura l'effetto dell'approccio nutrizionale al quale mi sottopongo?
Se si seguono delle regole di base di educazione alimentare, per sempre! Viceversa, intossicarsi nuovamente è sempre possibile. Serve attenzione e consapevolezza e anche un po' di sana leggerezza.

Molti non credono nelle intolleranze, sensibilità alimentari e similari, cosa fate voi di preciso?
Anche noi non siamo fautori del concetto di intolleranza alimentare. Il Nostro approccio fa riferimento a specifiche tossine alimentari, normalmente contenute in ciò che mangiamo, che se accumulate in eccesso, sono appunto tossiche. Per esempio la solanina contenuta naturalmente in patate e pomodori, può causare diversi disturbi. Inoltre testiamo il corpo per alcuni squilibri particolari, tipo la disbiosi, ovvero uno squilibrio della popolazione batterica del nostro intestino.. Necessità di integratori, fitoterapici, minerali, vitamine.

Non riesco a dimagrire, sono stata da diversi dietologi e nutrizionisti, ma il peso resta bloccato, potete aiutarmi?
Generalmente, a parte specifiche patologie di competenza medica, il mancato calo di peso per Nostra esperienza è relato a tossine e carenze di specifici nutrienti. Non possiamo essere certi che i test proposti diano dei buoni risultati in tal senso, ma spesso restiamo sorpresi.

Ho dei dolori diffusi, stanchezza e reflusso gastro-esofageo, ho fatto di tutto, sono stata anche dall'Osteopata, ma senza successo. Come potete aiutarmi?
Questo è un caso tipico che affrontiamo con una percentuale di successo elevata. Per seguire un iter corretto, la persona deve aver consultato un Medico Specialista per escludere qualsiasi patologia. Chi soffre di reflusso potrebbe avere un Helicobater Pylori, un batterio che può causare diversi problemi. 

Il dolore cervicale può essere associato a disturbi digestivi?
Si, chi soffre con lo stomaco o ha un sovraccarico epatico, o tossicità, nella maggioranza dei casi ha un disturbo cervicale. Il Nostro approccio prevede anche una parte strutturale (muscolo-scheletrica), effettuata dal Nostro Fisioterapista.


Se hai domande specifiche, non esitare a contattarci attraverso il modulo che trovi sulla destra.

Testimonianze (4)

Ancora delle testimonianze. 



giovedì 26 maggio 2016

Tachicardia e reflusso gastrico

Il seguente articolo è scritto dalla mia amica Imma Trabucco -  Fisioterapista, Posturologa, Osteopatia Viscerale.

Una volta esclusi problemi cardiaci, si può scoprire che la tachicardia può dipendere da reflusso gastrico ed ernia iatale. Vediamo perché e come intervenire.
Agire sul muscolo diaframma per combattere il reflusso può portare a benefici anche per il cuore.

Tachicardia? Extrasistole? Ci si reca in visita dal cardiologo ma lo si sente affermare che non c'è niente che non va, che è soltanto stress? In effetti può capitare, e anzi capita spesso, che alla base di queste problematiche non ci siano compromissioni primarie del sistema cardiaco. E allora di cosa può trattarsi? Probabilmente di reflusso gastrico ed ernia iatale. Queste problematiche sono tra le cause principali della tachicardia. E quindi quel cardiologo ha ragione, il problema è altrove, e precisamente nel diaframma.

Il diaframma viene definito anche il muscolo delle emozioni proprio perchè è soggetto agli stati d'animo, a cui reagisce accorciandosi, spingendo sullo stomaco sottostante e dando così origine a reflusso, aerogastria e quindi tachicardia, per l'intima vicinanza della punta del cuore al muscolo diaframma. Chi ha questo problema presenta, sotto esame radioscopico, la risalita dell’emidiaframma sinistro per via dell'effetto dell’aerogastria (aria nello stomaco) ma anche dell'aerocolia (aria nel colon, sempre a causa del blocco del diaframma che causa, in parte, problemi di stasi circolatoria addominale).

Ogni forma di aerogastria influenza il ritmo cardiaco, dando spesso origine ad una sindrome diangoscia collegata al diaframma (frenospasmo, H.Jarricot): la persona diventa inquieta a causa delle palpitazioni e della paura di un infarto imminente e, anche quando viene rassicurata dal cardiologo, l’inquietudine rimane e può trasformarsi in claustrofobia e agorafobia (timore della folla), ma allo stesso tempo anche paura della solitudine. In alcuni casi, l’angoscia può aumentare a tal punto da generare attacchi di panico.

Le crisi acute spesso avvengono a fine pasto, soprattutto dopo l’ingestione di bevande gassate. Il disturbo si può associare a tosse notturna, deficit della concentrazione ed ipoglicemia, con spossatezza e sonnolenza al mattino.


Anche se il soggetto cerca di star meglio con la gestione dell’ansia, se non si risolve il problema a livello fisico, l’angoscia fisica permane. Alla luce di ciò è importante elaborare un piano di trattamento fisioterapico specifico, che vada ad agire direttamente sulla risoluzione della causa. Nel caso della tachicardia da ernia iatale e/o reflusso, una rieducazione respiratoria specifica, attraverso l’allungamento e la flessibilizzazione del muscolo diaframma, risulta spesso il trattamento d’elezione.

Risulta comunque fondamentale analizzare in primis la situazione globale dell’individuo, viste le molteplici funzioni del diaframma, che non sono solo respiratorie, ma anche meccaniche della colonna vertebrale, digestive e di aiuto alla circolazione vascolare e linfatica. Questo per dire che si può scoprire, ad esempio, tramite una valutazione posturale e biomeccanica accurata, che una problematica vertebrale ha alterato la funzionalità del diaframma (vista l’intima connessione che il diaframma ha con la colonna lombare). In questo caso, si va a lavorare sulla causa meccanica in questione, cioè sulla problematica vertebrale, andando così a sbloccare e quindi a riequilibrare la funzionalità del diaframma, e di conseguenza la funzionalità del sistema gastroesofageo, con enormi benefici anche per il cuore, non soggetto più a pressioni.

mercoledì 25 maggio 2016

Testimonianza (3)


Testimonianza (2)


La recensione di una Cliente, per quanto concerne il Nostro Studio.


Bruxismo: Digrignatore o Serratore?

Il sottotitolo per questo post potrebbe essere:"Il bite ed il suo ruolo nella gestione del serramento o digrignamento notturno".
Purtroppo, su questo argomento ci sono numerose teorie ed anche inesattezze. Quello che segue è unicamente una semplificazione dell'esperienza maturata negli anni con dentisti, gnatologi e persone che manifestavano questo disagio.
Esistono due punti chiave fondamentali, che vanno evidenziati, prima di qualsiasi altro approfondimento:

  1. Il bite è un dispositivo orale che permette il rilassamento (parziale) della muscolatura masticatoria e se ben regolato, un riposizionamento della mandibola. Questo si riflette sulla postura stessa e specialmente sulla meccanica del complesso cranio-cervico-mandibolare.
  2. Il bite non impedisce il serramento o il digrignamento, ma serve (anche) per ridurre il consumo dei denti, quindi protegge i denti stessi.
Fatto questa semplice premessa, il punto è uno solo, come posso ridurre il serramento o il digrignamento notturno?
Stringere i denti è un normale meccanismo compensatorio, di difesa, che il corpo attua per attivare dei processi fisiologici, in primis prepararsi ad affrontare "qualcosa".
Detto questo, al di là delle relative competenze che riguardano il trattamento di disfunzioni mandibolari, di ortodonzia e di disturbi funzionali dell'articolazione temporo-mandibolare, il primo passo per chi ha problemi del genere è capire qual è la causa o più semplicemente aiutare la persona a gestire meglio lo stress, qualunque esso sia, quindi l'effetto di ridurre il sintomo.
L'utilizzo di alcuni integratori fitoterapici ci permette di controllare il serramento o il digrignamento notturno, in quanto è possibile aiutare il rilassamento.
Tecnicamente si va a spegnere l'iperattivazione del sistema simpatico, quella parte del Nostro sistema nervoso che è correlata con gli stati di attivazione e risposta emotiva. 
Talvolta, carenze di magnesio, tossine che iperattivano il sistema simpatico, stress emotivo, vita eccessivamente frenetica, possono causare un aumento dei sintomi di cui sopra.
L'attivazione perdurata della muscolatura masticatoria, può avere riflessi locali e a distanza e generare sintomi, quali: mal di testa, cervicalgia, mal di schiena, formicolii al braccio, stanchezza mattutina, scarsa resistenza agli sforzi fisici, pigrizia, eccessiva svogliatezza
Alcuni bambini, digrignano o serrano anche di giorno. In tal caso è molto importante capirne le cause, ma anche fare riferimento al proprio dentista per ulteriori approfondimenti.


Tossicità da Solanina

Articolo originale, in inglese del Dott. Lebowitz sulla tossicità della solanina, tossina alimentare contenuta nel: Pomodoro, Peperone, Melanzane, Paprika, Pepe nero, Patate, Peperoncino, Goji, Ashwaganda. Tale tossina, che è utilizzata naturalmente dalle piante per difendersi dagli insetti è tossica nell'uomo. Diversi studi hanno dimostrato la correlazione tra la tossina è difetti di assorbimento di vitamina D e calcio, quindi relati a fenomeni osteo-degenerativi.
Qui di seguito l'articolo.

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SOLANINE TOXICITY SYNDROME

For over six months I have been studying and applying a new technique that has helped quite a number of chronic patients. Personally it has greatly increased my hip range of motion (much more so than great weekly AK treatments and other forms of bodywork), as well as eliminating some chronic knee and SI pain I have had. On other patients, it has eliminated post surgical wrist swelling in one, greatly decreased disabling shoulder and neck pain in another (this pain was unresponsive to multiple surgical interventions), chronic bilateral knee pain scheduled for 2 surgeries was eliminated, a juvenile RA patient became asymptomatic, etc. The results have been exciting but in some ways I think the results are even better in asymptomatic patients as it can help prevent arteriosclerosis, osteoporosis and many other conditions in certain patients (though of course you can’t prove that).

In muscle testing we are only as good as taking a great history, knowing what to test and how to interpret the test, testing accurately and without bias, having top quality test vials (if applicable), and top quality therapeutic remedies (if applicable). In this case I was partially aware academically of these phenomena but unable to find the problem with AK (and worse, I thought I could find it, but in reality was missing it 90% of the time).

I am going to call this condition SOLANINE TOXICITY SYNDROME (STS). In this issue of the newsletter we will cover some of the basic

academics while in the July issue we will cover diagnosis and treatment. STS appears to affect about 1/3rdof the chronic patient load of my practice and other doctors of whom I have shared with this technique. Alpha-solanine is a glycol-alkaloid found in the nightshade family of plants. The ones that might practically affect us (much of this family we do not eat) are in tomatoes, potatoes, eggplant, peppers, paprika, tobacco, gogi berries, and ashwagandha. The amount of solanine present in the above vary tremendously depending on growing conditions, time harvested, storage conditions, cooking techniques, etc. Much of the academic work can be creditied to Dr. Norman Childers who has been researching nightshades for about 50 years, especially in farm animals.

Historically most solanine containing foods were not considered edibles before the 1800’s (except in some parts of South America). Even foods like kim-chee did not have peppers in them 100 years ago but just utilized a salt brine. Solanine containing foods were mainly used for witchcraft a few hundred years ago, not regular ingestion. Now it is rare people go a day or even a meal without some form of tomatoes, potatoes, peppers, etc. Solanines are not water soluble, are not destroyed by cooking and are not broken down inside the body but must be excreted as alpha-solanine.

Different people have different degrees of sensitivity to them, and different efficiencies in being able to excrete them. How or in what way they will affect you will be a matter of genetics, as well as lifestyle and nutritional status. If you test positive for this problem, the probability is very high that at least 50% of your blood relatives may have it too, to varying degrees.

The average daily intake of alpha-solanine is approximately 13mg and the average daily excretion is 5% the first day and 1-2% daily thereafter with a half-life of about 1-2 months. Considering that is for one day’s dose, it is estimated that the average body burden is at least 50mg. It can be much higher in people like myself who have a history of pouring salsa on about everything they eat. Alpha-solanine is stored in most organs (with a special affinity for the thyroid gland) as well as most soft tissue including skeletal muscle.

Alpha-solanine is classified as a neuro-toxin. Interestingly most “foods” that contain alpha-solanine also contain at least 5 other neurotoxins including atropine and nicotine. Acute solanine poisoning can happen from ingesting green or sprouted potatoes or green tomatoes with symptoms including cramps, diarrhea, dizziness and sleepiness.

We are more concerned with “chronic poisoning”, what we are calling STS. Solanine acts as an acetyl cholinesterase inhibitor (similar to Malathion, Parathion and other “nerve gases”) allowing acetylcholine to build up in the synapses.

On a practical level it can do the following in sensitive patients; 1) act as an endocrine disruptor especially to the thyroid, 2) cause chronic joint pain, arthritis (all forms), joint inflammation- this is due to solanines ability to remove calcium from the bones and deposit it in any weak or genetically predisposed area of the body, 3) for the same reason it can be a major contributor to osteoporosis (since it removes calcium from the bones) and arteriosclerosis (it can deposit the calcium in the blood vessels), 4) “leaky gut” as well as IBS,

5) appendicitis, 6) birth defects including spina bifida, 7) depression (correcting it in one patient stopped their strong suicidal tendencies), 8) migraines, 9) can greatly interfere with calcium and vitamin D absorption, despite supplementation.

domenica 22 maggio 2016

Psicologia ed Alimentazione

Il seguente Articolo è scritto a due mani, dalla Dott.ssa Gilda Cinicolo, Psicologa e dalla Dott.ssa Loredana Abate Biologa Nutrizionista.
Fonte: https://psicopost.wordpress.com/
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Spesso il vero motivo per cui si ingrassa o non si riesce più a dimagrire è che il cibo viene usato per altri scopi, e non per le sue proprietà nutritive.
<<Mia madre è sempre stata magra e bella. Io ho preso tutto da mio padre, basso e cicciottello. Avevo più o meno sette anni quando il pediatra disse che avevo una costituzione robusta e rischiavo di diventare grassa. Da quel giorno sono stata a dieta: hamburger e insalata, dolci solo in occasioni speciali, a volte niente cena.  Appena potevo trasgredivo. Uscivo per portare a spasso il cane, per esempio, e di nascosto mi rimpinzavo di kinder. All’università nessuno mi controllava e sono ingrassata tantissimo. Allora mi sono messa a dieta ed è cominciata la sindrome dello yo yo: perdevo cinque chili, finivo la dieta, ne riprendevo sette, mi rimettevo a dieta… Sono andata da mille nutrizionisti. Alla fine sapevo tutto, in teoria, ma non dimagrivo di un grammo. Ho deciso di lasciar perdere, di restare grassa e felice. Ma in reltà non ero felice per niente: ero andata davvero oltre i miei limiti e il mio corpo non mi corrispondeva più. 
Ho deciso di fare un ultimo tentativo. E ho scelto a caso una dietologa, la più vicina a casa mia. Mi sono trovata davanti una donna che ha esordito dicendo: “Deve promettermi che non farà mai più una dieta”>>
Cosa significa allora mettersi a non dieta?
Innanzitutto significa uscire dal meccanismo di restrizione cognitiva innescato dalle diete!!!
Restrizione cognitiva vuol dire che il cibo smette di essere semplicemente cibo e si trasforma in qualcosa in parte vietato e in parte concesso: quando sei a dieta la restrizione è massima, quando smetti si passa sul versante opposto.
Il cibo, invece dovrebbe essere semplicemente cibo, e quindi neutro e venire scelto sulla base dei reali bisogni fisici.
Per uscire da questo meccanismo, può essere molto utile seguire una serie di buone pratiche:
  • mangiare solo quando si ha fame
  • mangiare quello di cui si ha davvero voglia in quel momento
  • masticare a lungo
  • mangiare sempre seduti a tavola
  • magari seguire delle degustazioni guidate, per imparare a conoscere meglio il cibo
Inoltre, perchè il cibo possa mantenere la sua funzione naturale di nutrire e fornire energia al nostro corpo, è fondamentale che non diventi un sostituto delle nostre emozioni. Certamente il cibo è un modo di comunicare le nostre emozioni: il cibo è un modo per stare con gli altri, il cibo esprime la propria storia e cultura familiare, le sue tradizioni, il cibo è scoperta di nuove culture… tuttavia bisogna considerare che spesso il cibo è usato come un mezzo che consente di tenere a bada, “sotto controllo” delle emozioni che invece sembrano sfuggire al controllo, soprattutto quelle più spiacevoli, come la tristezza e la rabbia. E quando diventa l’unico modo per farlo, allora il cibo smette di nutrire e comincia a diventare tossico sia per il corpo che per l’anima.
Cosa si può fare in pratica? Imparare ad ascoltare il proprio corpo e imparare ad ascoltare le proprie emozioni!!!
Per questo come psicologa, lavoro anche insieme ad una nutrizionista, per sostenere e accompagnare le persone alla non-dieta e cioè all'”apprendimento”, alla scoperta e sperimentazione di modalità più salutari di mangiare, di essere e di esprimersi.
Tra queste anche quella di cominciare o ritornare a “muoversi“, dal punto di vista fisico, ma non solo: assumere un atteggiamento attivo nei confronti di se stessi e vivere la propria vita con slancio e passione!!!!!!!!!!!!!!!!
Alla salute, con il counselling nutrizionale!
Dott.ssa Gilda Cinicolo / Dott.ssa Loredana Abbate

Quanta acqua...?

E' una domanda che spesso i Nostri clienti ci pongono. Bere 2 litri di acqua non vuol dire bere tanto, poco o più del normale, le variabili sono tante. Attenersi a questa semplice formuletta può essere di aiuto, 20 gr. di acqua per Kg. di peso corporeo, è la quantità utile e necessaria al corpo per svolgere le sue funzioni. Poi, il resto potete assumerlo sotto forma di liquidi, da bevande quali thè, tisane, vino, birra e dall'acqua contenuta nei cibi. Ricordiamo per chi beve acqua imbottigliata, di scegliere acqua con residuo fisso inferiore a 100 mg/l.

Succhi...estratto di...


Succhi di frutta o verdura, il cosiddetto ‪#‎Juicing‬, mai mischiare frutta e verdura, secondo le regole del metodo ‪#‎Adamski‬. Un ottimo sistema per depurare l'organismo e far assumere ai bambini questi alimenti, così importanti e necessari per la salute e la crescita. Cosa c'è di meglio di un buon estratto di mela, pera, zenzero e kiwi dopo lo sport o per merenda?


Testimonianza

Attenzione: Il cambiamento, al di là delle tecniche utilizzate è figlio unicamente dell'impegno profuso, della costanza, della voglia di migliorare e migliorarsi sempre.  

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La grande rivelazione...

Madre, compagna, medico, una vita piena, di impegni e di stress, poco tempo da dedicare a me stessa, dolori diffusi (collo, spalla, caviglia) senza una apparente causa, problemi digestivi più o meno importanti, stanchezza, l’ago della bilancia che non si sposta verso il basso neanche a digiunare; insomma una situazione di malessere generale, frustrante e quasi irrisolvibile.

Poi la rivelazione: intolleranze, alimentazione da schema Adamski, massaggio viscerale e, soprattutto lui, Armando Vinci…..e la mia vita è cambiata.

Piccole accortenze; piccoli gesti quotidiani associati a trattamenti specifici magistralmente eseguiti ed i dolori sono spariti; la stanchezza è un lontano ricordo; il sistema digerente torna a funzionare come nuovo; i capelli tornano a splendere; la pelle sembra rinata e soprattutto il peso comincia a calare.

Sembra un miracolo(e forse lo è)!




Articolazione Sacro-Iliaca

L'Articolazione Sacro Iliaca (SI), è una struttura estremamente complessa, su wikipedia, c'è una descrizione generale del suo aspetto meramente strutturale, scheletrico, clicca qui.
Ad oggi, numerosi mal di schiena, possono essere causati da uno squilibrio dell'articolazione SI, che attraverso diversi legamenti, uno dei quali ha un inserzione diretta sulla famosa vertebra L5, il legamento ilio-lombare. Tale squilibrio può avere causa traumatiche dirette, quali cadute sull'osso sacro, traumi all'anca, ginocchia o caviglie, oppure una causa più nascosta, ovvero digestiva. Spesso chi ha problemi digestivi, soffre di mal di schiena o di un sintomo equivalente ad un "chiodo" o "spillo", nella zona dell'articolazione destra e/o sinistra o un dolore a fascia che riguarda tutta la zona bassa della schiena. Il tutto accompagnato o meno da irradiazione (bruciore/formicolio), tecnicamente lombo-sciatalgia o lombo-cruralgia. Per buona pace dei dischi intervertebrali, parliamo di presenza di ernie o protrusioni, spesso il sistema digestivo, viene dimenticato, perchè considerato una "struttura" a parte.Invece, sia a livello di riflessi viscerali (spinali e muscolari, trigger point), sia per una questione meccanica (leggasi tensioni), sia fluidica (no, non è magia, è solo riferito alla circolazione di sangue e linfa, quindi si parla di congestione), l'addome è spesso causa di mal di schiena.






Il mio interesse su questo aspetto nasce sia dalle collaborazioni con diversi Osteopati, sia da storie di alcuni clienti stranieri (si, purtroppo in Italia su certi argomenti siamo indietro!) a cui ho avuto il piacere di offrire il mio aiuto.
Come sempre il ciclo causa-effetto si auto-alimenta, diventando spesso cronico e se non viene spezzato, non c'è via di uscita!
Una parte del colon spesso responsabile di tale problema, è l'area della Valvola Ileo-Cecale, trattata quasi esclusivamente dalla Kinesiologia, su tutti e tre gli aspetti, nutrizionale, strutturale (valvola aperta/chiusa), emotivo. Si, perchè oramai è di dominio pubblico che molti problemi digestivi e non solo, sono definiti psico-somatici. Questo apre un altro capitolo, sulla necessità di aprirsi a nuove professioni come la Psicologia, al fine di sciogliere quei nodi emotivi che possono influenzare la Nostra parte fisica.
Quindi, se avete un problema alla bassa schiena, ricordatevi sempre che l'alimentazione e la salute del Nostro apparato digerente, è alla base spesso di tali disturbi. Ovviamente approfondite con lo specialista medico di turno l'argomento e abbiate la serenità di scegliere il Vostro percorso di benessere, anche semplicemente chiedendo delle informazioni. In tal caso il Kinesiologo, l'Osteopata, il Chiropratico, possono esservi di aiuto per coadiuvare il lavoro del Medico.

Integratori

La maggior parte degli integratori che testiamo in studio, spesso causano sensibilità ed effetti negativi sul sistema digestivo e sull'energia generale. Altri sono unicamente uno spreco di danaro e tempo, da parte di chi li acquista, poichè la loro assunzione non determina nessun miglioramento.
In Kinesiologia, esiste un concetto semplice, che suddivide qualsiasi sostanza, in tre categorie, Biogena, ovvero positiva, che determina un aumento dell'energia generale, Biostatica, ovvero neutra, la sua assunzione al momento non determina nessuna reazione particolare e Biocidica, ovvero che causa una reazione negativa da parte dell'organismo.
Gli integratori, con formulazioni complesse, spesso non sinergiche, sono del tutto inutili, spesso contengono eccipienti che nel tempo possono causare sensibilità e intossicazioni (reattività a coloranti p.e.).
Una regola fondamentale, è che gli integratori, sono una integrazione, ad una alimentazione organizzata, dove il medico o il nutrizionista di turno redige o prescrive un piano d'azione, che abbia almeno la durata di 3 mesi. La pillola magica, con la quale si integra uno stile di vita non sano, disorganizzato, senza attività fisica, è del tutto inutile. E' come lanciare un sasso nel mare, sperando che alzi la marea....

Alcune utili indicazioni...



Quelle che seguono sono alcuni consigli, nati dall'esperienza di studio e la pratica manuale addominale.


1) In caso di tensione/dolore nell’area dello stomaco/duodeno, ridurre o eliminare: caffè, cibi grassi, mela, cioccolata, bevande gassate, succhi di frutta industriali.

2) In caso di tensione/dolore nell’area della Valvola Ileo-Cecale (in basso a destra, terzo quadrante) , ridurre ed eliminare, insalata incappucciata, iceberg e similari, caffè, latticini e derivati del latte (formaggi stagionati e non, il parmigiano può essere assunto), pomodori.

3) Non esagerare in generale con le fibre, che accelerano il transito intestinale, impedendo
l’assorbimento dei nutrienti. Ad una aumentata assunzione di fibre, DEVE corrispondere un
aumento dell’introito di acqua ed olio di oliva a crudo.

4) Sono banditi gli olii di palma e di paraffina.

5) In caso di gonfiore addominale, i lievitati (pane, pizza) ed i fermentati (vino e birra) e la frutta, vanno ridotti o eliminati per un breve periodo.

Manualità Addominale



Coadiuva i processi di regolazione alimentare e riequilibra il sistema viscerale. Ha effetti diretta sulla schiena, sulla cervicale, sulla circolazione, specialmente venosa e linfatica, sul gonfiore addominale, la tensione ed il senso di pienezza. Rilassa lo stomaco, permettendone la discesa, contrastandone la risalita (pseudo-ernia iatale), libera il diaframma. Si integra perfettamente con altri trattamenti manuali e con la dieta prescritta dal medico o dal nutrizionista.

Ha un effetto di rilassamento generale sull’intero organismo, per la sua attività vagotonica.

I trattamenti sono eseguiti con cadenza settimanale, in casi ostici per cominciare si eseguono i cosiddetti intensivi, ovvero tre trattamenti settimanali, ravvicinati, per poi passare ad uno.

Successivamente la manualità addominale può essere effettuata ogni due settimane o all'occorrenza.

E' utile alle donne, nel periodo post parto, per rimodellare e ri-tonificare l'addome e gli organi interni.

Dal punto di vista estetico, restituisce all'addome una forma più armonica e riattiva la muscolatura addominale, spesso mantenuta in costante tensione proprio dal gonfiore intestinale.


Ben-venuti...















L'idea di pubblicare un blog che riguardasse la postura e la posturometria, intrecciando concetti di kinesiologia, osteopatia, nutrizione e discipline affini, è un qualcosa che avevo in mente da tempo. Posso dire di essere riuscito nell'impresa, almeno per quanto concerne la partenza.

La Kinesiologia è una delle numerose tecniche complementari, che coadiuvano la medicina allopatica. Si è parlato tanto e si parla ancora tanto della Kinesiologia, della sua efficacia, della sua inefficacia, della non-riproducibilità, che è una bufala.
Leggere di una tecnica, che è utilizzata a certi livelli con estrema precisione e che tali critiche vengono mosse da persone che ignorano l'argomento o spesso a causa di Operatori poco qualificati o improvvisati, e di storie bizzarre potrei raccontarne, che come in ogni ambito rovinano la reputazione di un'intera classe di professionisti, mi disturba notevolmente.

Il mio lavoro, o meglio ciò che propongo, spesso in collaborazione con medici, fisioterapisti, nutrizionisti, otorini, allergologi, cardiologi e preparatori atletici è di verificare se c'è un motivo tangibile, ad uno specifico disagio, che una Persona mantiene e che non risponde ai trattamenti tradizionali. Nulla di magico. E' solo un punto di vista differente. Prospettive diverse, che possono fare la differenza quando si parla di Benessere e perchè no, anche di Salute.

L'aver approcciato ad una forma di kinesiologia "elettronica", grazie all'uso della pedana Lizard, che ho avuto modo di conoscere grazie all'amico Osteopata Giuseppe Ruggero e a Sergio Zanfrini, l'ideatore, ha letteralmente sconvolto il mio modo di lavorare. Per diverso tempo ho lavorato con la parte meramente strutturale, manifestando interesse per l'Articolazione Temporo Mandibolare, struttura neurofunzionale di estrema complessità ma di enorme fascino, l'appoggio podalico, la colonna vertebrale e la struttura pelvica. Con il tempo, ho notato che al di là della componente squisitamente "muscolo-scheletrica", la parte nutrizionale, ciò che mangiamo, cominciava a prendere il sopravvento. Sarà per tipologia di casi che ci arrivano in studio, ma la condizione che accomuna molte Persone è il sistema digestivo. Costipazione, gonfiore, reflusso, bruciore, cattiva digestione, stanchezza e sintomi accessori, come il dolore alla schiena, alla cervicale, ad un braccio, formicolii, sciatica, mal di testa. Questo mi ha spinto ad approfondire ancora di più il lato nutrizionale del triangolo della salute, su cui si basa la Kinesiologia stessa.
Questo è un messaggio che mi è arrivato oggi, su Facebook, da una giovane ragazza, diverse persone stanno sperimentando la semplicità, della complessità del corpo umano. Delle sue reazioni e della sua grande capacità di recupero.
Forse la kinesiologia e gli approcci che si basano sui suoi concetti,  non saranno una scienza esatta, ma ciò che conta è aiutare o quantomeno provare ad aiutare, specialmente con il cosiddetto approccio multidisciplinare, chi è in difficoltà, che spesso necessita solamente di essere guidato, indirizzato verso una strada...

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Armando Vinci