domenica 22 maggio 2016

Psicologia ed Alimentazione

Il seguente Articolo è scritto a due mani, dalla Dott.ssa Gilda Cinicolo, Psicologa e dalla Dott.ssa Loredana Abate Biologa Nutrizionista.
Fonte: https://psicopost.wordpress.com/
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Spesso il vero motivo per cui si ingrassa o non si riesce più a dimagrire è che il cibo viene usato per altri scopi, e non per le sue proprietà nutritive.
<<Mia madre è sempre stata magra e bella. Io ho preso tutto da mio padre, basso e cicciottello. Avevo più o meno sette anni quando il pediatra disse che avevo una costituzione robusta e rischiavo di diventare grassa. Da quel giorno sono stata a dieta: hamburger e insalata, dolci solo in occasioni speciali, a volte niente cena.  Appena potevo trasgredivo. Uscivo per portare a spasso il cane, per esempio, e di nascosto mi rimpinzavo di kinder. All’università nessuno mi controllava e sono ingrassata tantissimo. Allora mi sono messa a dieta ed è cominciata la sindrome dello yo yo: perdevo cinque chili, finivo la dieta, ne riprendevo sette, mi rimettevo a dieta… Sono andata da mille nutrizionisti. Alla fine sapevo tutto, in teoria, ma non dimagrivo di un grammo. Ho deciso di lasciar perdere, di restare grassa e felice. Ma in reltà non ero felice per niente: ero andata davvero oltre i miei limiti e il mio corpo non mi corrispondeva più. 
Ho deciso di fare un ultimo tentativo. E ho scelto a caso una dietologa, la più vicina a casa mia. Mi sono trovata davanti una donna che ha esordito dicendo: “Deve promettermi che non farà mai più una dieta”>>
Cosa significa allora mettersi a non dieta?
Innanzitutto significa uscire dal meccanismo di restrizione cognitiva innescato dalle diete!!!
Restrizione cognitiva vuol dire che il cibo smette di essere semplicemente cibo e si trasforma in qualcosa in parte vietato e in parte concesso: quando sei a dieta la restrizione è massima, quando smetti si passa sul versante opposto.
Il cibo, invece dovrebbe essere semplicemente cibo, e quindi neutro e venire scelto sulla base dei reali bisogni fisici.
Per uscire da questo meccanismo, può essere molto utile seguire una serie di buone pratiche:
  • mangiare solo quando si ha fame
  • mangiare quello di cui si ha davvero voglia in quel momento
  • masticare a lungo
  • mangiare sempre seduti a tavola
  • magari seguire delle degustazioni guidate, per imparare a conoscere meglio il cibo
Inoltre, perchè il cibo possa mantenere la sua funzione naturale di nutrire e fornire energia al nostro corpo, è fondamentale che non diventi un sostituto delle nostre emozioni. Certamente il cibo è un modo di comunicare le nostre emozioni: il cibo è un modo per stare con gli altri, il cibo esprime la propria storia e cultura familiare, le sue tradizioni, il cibo è scoperta di nuove culture… tuttavia bisogna considerare che spesso il cibo è usato come un mezzo che consente di tenere a bada, “sotto controllo” delle emozioni che invece sembrano sfuggire al controllo, soprattutto quelle più spiacevoli, come la tristezza e la rabbia. E quando diventa l’unico modo per farlo, allora il cibo smette di nutrire e comincia a diventare tossico sia per il corpo che per l’anima.
Cosa si può fare in pratica? Imparare ad ascoltare il proprio corpo e imparare ad ascoltare le proprie emozioni!!!
Per questo come psicologa, lavoro anche insieme ad una nutrizionista, per sostenere e accompagnare le persone alla non-dieta e cioè all'”apprendimento”, alla scoperta e sperimentazione di modalità più salutari di mangiare, di essere e di esprimersi.
Tra queste anche quella di cominciare o ritornare a “muoversi“, dal punto di vista fisico, ma non solo: assumere un atteggiamento attivo nei confronti di se stessi e vivere la propria vita con slancio e passione!!!!!!!!!!!!!!!!
Alla salute, con il counselling nutrizionale!
Dott.ssa Gilda Cinicolo / Dott.ssa Loredana Abbate